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Provincia Autonoma di Trento - Giunta

 
04/04/2016

Intervento di saluto al nuovo Vescovo

Trento, 3 aprile 2016

Eccellenza,  

mi permetta di iniziare questo mio breve intervento di saluto, con un sentito e quanto mai doveroso ringraziamento a Monsignor Luigi Bressan per l’opera ed il servizio resi alla comunità trentina in tutti questi anni. Sempre presente in mezzo alla gente, con determinazione nell’affrontare i problemi, con un’attenzione profonda verso le radici della nostra comunità, ma al tempo stesso con la capacità di sapersi mettere a confronto con altre culture e religioni, con sguardo lucido e lungimirante. Grazie davvero Monsignor Bressan!

Arcivescovo Tisi, abbiamo appreso con grande soddisfazione della sua nomina da parte di Papa Francesco, perché anche lei, come Monsignor Bressan, è figlio di questa terra e dunque conosce in profondità l’essenza del nostro popolo e della nostra società trentina.

Il rapporto fra la Chiesa trentina e le istituzioni dell’Autonomia è sempre stato improntato alla massima collaborazione, al dialogo e al confronto. Un esempio concreto di questo proficuo rapporto lo abbiamo visto recentemente nella vicende legate all’accoglienza dei profughi, dove la Diocesi trentina si è affiancata con grande impegno allo sforzo messo in campo dalla Provincia.

Non è un caso, infatti, che il Trentino ospiti, dai primi giorni di marzo, alcune famiglie di profughi siriani, grazie al primo corridoio umanitario attivato in Europa, promosso dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, dalla Comunità di S.Egidio e dalla Caritas della Diocesi di Trento, in collaborazione con i ministeri dell'Interno e degli Esteri. Un’iniziativa importante, una bella pagina per la nostra Autonomia, che ci ha permesso di ribadire quella vocazione all'accoglienza e alla solidarietà che ha plasmato il carattere di questa terra, per molti secoli crocevia di culture e di sensibilità diverse.

Se in Trentino la coesione sociale è tutt’oggi molto salda, nonostante i difficili anni che speriamo di avere alle spalle, il merito è anche dell’opera e dell’impegno straordinario della Chiesa e dei suoi Pastori. Colgo quindi l’occasione di questo momento di festa, legato alla sua ordinazione episcopale, per ringraziare tutti i sacerdoti, i diaconi e i fedeli che insieme operano in tutte le parrocchie del Trentino, per sostenere le famiglie più deboli, al fianco delle istituzioni, affrontando spesso problemi sociali di grande complessità. Del resto, in questi anni, abbiamo già avuto modo di collaborare anche direttamente con lei, nel suo ruolo di Vicario, in particolare nel progettare assieme nuove forme di aiuto per la nostra comunità, sforzandoci di interpretare l’evoluzione dei tempi che viviamo.

La soluzione ai problemi politici e sociali e alle sfide che abbiamo di fronte, senza il presupposto di un’azione di ricucitura del tessuto morale e civile della comunità umana, rischia di diventare impossibile. Appare, quindi, necessario, in primo luogo, riscoprire e coltivare il senso di appartenenza alla comunità e promuovere un rinnovato senso civico. Per raggiungere questo obiettivo si impone l’esigenza di una sorta di “alleanza etica” tra istituzioni civili e religiose, in grado di fronteggiare l’emergenza individualistica, le diseguaglianze sociali e la solitudine, che ci portano alla disgregazione. 

In questa sfida ci aiutano i grandi principi di libertà e di solidarietà che sono intimamente legati alla nostra Autonomia, ci sostiene la partecipazione delle donne e degli uomini di buona volontà al governo del territorio; ci incoraggia l'impegno dei tanti educatori che nella scuola e nell'Università, nelle parrocchie, nelle polisportive e nelle associazioni laiche aiutano le famiglie nel decisivo compito di educare i giovani, di formare nuove classi dirigenti, di stimolare e preparare nuovi talenti, di inserire i nostri ragazzi e le nostre ragazze nel lavoro e nella vita.

Ci soccorre, infine, l'eredità della nostra storia, se sappiamo esaminarla con occhio critico, per ricomporre ogni divisione, per guardare lontano, senza rimpiangere il passato.

Arcivescovo Tisi, siamo certi che nel difficile compito che l’attende, lei saprà essere al fianco della comunità trentina e rappresentare un punto di riferimento spirituale e sociale, incarnando i valori della nostra Autonomia, l'attaccamento alle radici, ma nello stesso tempo le nostre esigenze di apertura al mondo. 

Anche noi saremo al suo fianco, al meglio delle nostre possibilità, oggi nel darle il nostro caloroso benvenuto, ma soprattutto in futuro assicurandole tutto il sostegno e la collaborazione per continuare a lavorare insieme al servizio nella nostra comunità. 

La saluto con gioia e, penso di potermelo permettere, le porto il saluto di tutto il Trentino, augurandole che possa essere, lo sarà certamente, una guida serena e sicura per il popolo della nostra Diocesi che da oggi il Signore le affida.

 
 
 
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