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Provincia Autonoma di Trento - Giunta

 
02/11/2014

Nessuna rivoluzione alla moda ma il cambiamento del montanaro

Corriere del Trentino, 2 novembre 2014

Una cordata di alpinisti punta alla vetta e si trova di fronte a due possibili direzioni.
Valuta allora le condizioni esterne e la qualità e le attitudini di chi sta salendo.
La decisione è presa, si sceglie il percorso ritenuto più adatto e più sicuro per arrivare alla meta. Così fanno i montanari seri.
Così mi piace pensare al Trentino che stiamo guidando in uno dei momenti più delicati della sua vicenda autonomistica, che rimane imprescindibile.
Un Trentino fatto di persone che, una volta decisa la strada da percorrere, la imboccano con decisione, e camminano.
In questo tempo difficile non esiste più quell'equilibrio politico cui eravamo abituati: il centro sinistra, il centro destra. Solo a guardare di sfuggita Matteo Renzi possiamo dire che i paradigmi sono saltati. Vale anche in Trentino e vale anche dentro la stessa maggioranza del nostro "centro sinistra autonomista".
Le diverse sensibilità che la compongono, sempre meno sono riconducibili a quelle categorie politiche (PD la sinistra, UPT il centro, il PATT tradizionalmente più percepito a destra). Sempre più, invece si tratta di conciliare, anche dentro la maggioranza, spinte al cambiamento e necessità di equilibrio nel realizzarlo.
E' in questo scenario che oggi troviamo, anche in Trentino, chi evoca cambiamenti e rivoluzioni "alla moda" accanto a chi, invece, sembra continuare a pensare che sia tutto bello come prima.
Personalmente ritengo che il cambiamento sia necessario: ma dobbiamo realizzarlo alla nostra maniera, quella dei montanari seri. Pensare di farlo gettando via tutto, strappando e lacerando quel che è stato e quel che c'è, porterebbe alla fine allo stesso risultato di chi sogna che tutto si possa perpetuare: in altre parole, un "non cambiamento".
Dobbiamo invece cambiare senza proclami, senza inseguire modelli "modaioli" o nazionali o metropolitani: non vanno bene per un territorio come il nostro, per i montanari seri.
Guai però se prevale l'ostinazione nel dire che non serve modifica alcuna e che ciò che c'era ieri è per definizione ancora valido e sostenibile. Inutile mitizzare un passato, per quanto glorioso, in un momento nel quale è doveroso ammettere che i tempi delle vacche grasse non ci sono più. Chi non lo fa, sceglie di attardarsi in una posizione inutile, sterile, vorrei dire dannosa.
Il cambiamento cui stiamo lavorando è fatto di equilibrio, di costanza.
Perché le cose durino, perchè si arrivi in vetta, non si può procedere a strappi. Non si tratta di inseguire chissà quali modelli, semmai dobbiamo crearne di nuovi.
Si deve puntare - e lo stiamo già facendo - a valorizzare, contemperandolo, il rapporto tra centro e periferia, tra città e valli.
Va preso atto del fatto che in questi ultimi anni il Trentino non è cresciuto e che nella nostra economia ci sono segni di scarsa vitalità.
Va preso atto che la nostra finanza pubblica non può più, come avveniva un tempo, assorbire ogni criticitá e che non è più possibile pensare che la "Provincia" possa risolvere da sola ogni crisi, possa da sola sostenere il flusso degli investimenti per lo sviluppo del territorio.
Per questo è essenziale mutare le traiettorie cui eravamo abituati e fare in modo, per esempio, che la ricerca di base si saldi con i bisogni della nostra economia e della nostra societá, senza che per tale motivo nessuno si senta offeso.
Per questo dobbiamo avere chiaro che gli orizzonti di crescita del Trentino devono tenere conto del mondo produttivo artigianale e industriale, ma anche comprendere compiutamente agricoltura, turismo e servizi innovativi. E che per tutti la bussola deve essere orientata verso qualitá e innovazione. Per questo è necessario attrezzarsi per cercare investitori e nuove imprese disposti a scommettere sul Trentino, senza che tale obiettivo venga percepito dalle imprese che giá ci sono come "un'insidia".
Di pari passo diventa fondamentale il deciso salto di qualità delle nostre scuole, da perseguire attraverso una scelta determinata nella direzione dell'apprendimento delle lingue e una virata sostanziale verso il sistema duale, che in altri territori consente di mantenere più in alto i livelli di occupazione.
Lo so: si tratta di mutare i nostri paradigmi. E di darsi obiettivi ambiziosi.
Paradossalmente proprio il venir meno di equilibri - destra, centro, sinistra - che hanno tranquillizzato molti e per molto tempo, rappresenta oggi una opportunità in più, specialmente se affrontiamo temi di carattere economico. Purché la si sappia cogliere.
E dunque ecco altre scelte, altre strade da imboccare con ancora maggiore decisione.
Si prenda atto che l'architettura istituzionale delle Comunità aveva troppe criticità e che non per questo si tratta di fare scelte inutilmente radicali che prevedano l'azzeramento di tutto.
No, si tratta di valorizzare il ruolo ed i bisogni di Comuni e cittadini chiamati a stare assieme e, se necessario (come lo è e lo sarà), a unirsi.
Si tratta di puntare a politiche economiche sempre più di contesto e sempre meno di assistenza, per favorire la competitività; si tratta di aprire maggiormente alla concorrenza; si tratta di fare scelte forti sulla classe dirigente pubblica, puntando decisi verso il merito delle persone e la logica di impegno al servizio delle imprese e dei cittadini; si tratta di orientare culturalmente il nostro Trentino verso la crescita e la voglia di "misurarsi" con il resto del mondo, nella certezza che la qualitá del nostro capitale sociale e la nostra volontá di non arretrare sul fronte dell'impegno verso la coesione sociale ci permetteranno di occuparci anche di chi, in questo cammino, fa fatica e resta indietro.
Io penso che i montanari seri debbano fare così.
Penso anche che la via di un cambiamento equilibrato sia stata imboccata dalla nostra cordata e che, pur consapevoli delle difficoltá che abbiamo davanti, possiamo essere fiduciosi che, con il contributo di tutti gli alpinisti, possiamo raggiungere quella vetta verso la quale siamo partiti.
Ad una sola condizione: che tutti siano consapevoli che la cordata è una sola e che in vetta ci si arriva solo se si procede assieme.
Ugo Rossi

 
 
 
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